Molto spesso non viene mai messo in luce come il nostro apprezzamento delle opere d'arte figurative sia spesso empatico e motorio.
Nel libro La bellezza e l'anima di Piero Ferrucci viene anche trattata proprio questa tematica. Alcuni sogetti coinvolti nel contemplare uno dei Prigioni di Michelangelo, figure umane che paiono volersi liberare dalla materia, muovevano gli stessi muscoli che sembrano essere attivi nella statua. Insomma, entravanoin consonanza con la scultura. Altri invece, guardando il quadro di Jackson Pollock mostravano un coinvolgimento fisico ed emotivo.
Tutto ciò è basato sull'economia della natura: capire come si sentono e che cosa pensano gli altri è cruciale per la nostra sopravvivenza. Il nostro cervello, anzichè costruire un nuoco circito dedicato a questo compito, usa i circuiti esistenti. Per comprendere gli altri simuliamo le loro reazioni con le modalità che sono gia a nostra disposizione.

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